Festa della birra, Confesercenti Angri: “Così si uccide quel che resta di un’economia già sofferente”
Okdoria Fest, occasione mancata per il commercio angrese
Dichiarazione del presidente Confesercenti Angri, Aldo Severino
Esordisce in questo modo il presidente Severino, con un chiaro riferimento a ciò che è successo negli ultimi giorni riguardo la
festa della birra. «Un evento della portata di Okdoria Fest non è certo la panacea dei mali del commercio angrese – continua
il referente della Confesercenti angrese – fatto sta che molte attività produttive puntavano sull’evento, ormai consolidato nel
calendario delle manifestazioni dell’Agro e della Campania, per un rilancio del dopo pausa estiva.
Decine di commercianti avevano già investito le pur loro magre risorse, nel tentativo di portare a casa un risultato positivo e continuare così
nella battaglia giornaliera che si combatte commercialmente ad Angri. Aziende del terziario (pubblicità, servizi, spettacoli etc.)
hanno ricevuto un grave danno ed anche molti giovani, impiegati negli stand, nel servizio d’ordine e in quant’altro era necessario
allo svolgimento dell’evento, non potranno contare su un’entrata extra che serviva ad arrotondare l’economia di parecchi nuclei familiari.
Il malumore serpeggia ed è fin troppo comprensibile, anche se non condivisibile, la ricerca di un capro espiatorio, di chi abbia
osteggiato o quanto meno reso oltremodo difficoltoso il già difficile cammino nell’organizzazione di un evento della portata di
Okdoria Fest. Resta l’amarezza di veder sfumare, senza capirne veramente i motivi, una manifestazione, fiore all’occhiello
di una cittadina come Angri, invidiata da tutti e che in molti hanno malamente cercato di imitare.
«Il mio auspicio come Presidente della Confesercenti cittadina, è di veder nascere sempre nuovi eventi che possano contribuire allo
sviluppo del tessuto commerciale locale. Non dimentichiamoci che, con la carenza di fondi e di sovvenzioni da parte dello Stato e degli enti
locali, l’unico modo che resta per poter organizzare una manifestazione è bussare alle porte dei commercianti, che come ben si sa hanno
sempre contribuito, sotto forma di sponsorizzazioni, alla buona riuscita di tanti momenti di spettacolo o di eventi culturali.»
Intanto non resta che fare ammenda e recitare il mea culpa, rimpiangendo i mancati incassi che avrebbero favorito non solo le attività
commerciali direttamente coinvolte nel progetto, ma anche tutti quegli esercizi che, ricadendo nella zona di competenza dell’evento, avrebbero
goduto di un gettito extra rispetto alla loro normale attività.
E se è vero che Angri brama diventare centro ricettivo, con progetti che la vedono protagonista (almeno sulla carta) dell’accoglienza e
dell’ospitalità dei tanti turisti che visitano le località famose nel mondo che ricadono nel circondario; e che, in uno spirito di crescita e
promozione culturale, tanto si sta facendo per promuovere le attrattive locali, siano esse storiche, religiose o paesaggistiche; quale modo
migliore se non lasciare un “biglietto da visita” a chi sarebbe stato presente durante le serate della manifestazione?
Purtroppo così non sarà, anzi si rischia di dare un’impressione di superficialità e di poca attenzione verso lo sviluppo territoriale,
visto che non si sa approfittare di un momento di crescita, che oltre a portare all’attenzione regionale Angri e le sue bellezze, avrebbe
sicuramente fatto sì che un flusso economico di sicuro valore fosse confluito verso il paese e le attività commerciali che insistono nelle sue
strade.
«Di chi è la colpa? – conclude un amareggiato Aldo Severino – Forse non si saprà mai, del resto poco importa; quello che lascia
l’amaro in bocca è sapere chi invece ne pagherà le conseguenze, cioè i cittadini, i commercianti ed il tessuto economico e sociale del nostro
paese. Tessuto che è già liso e consumato dal tempo e dalla cattiva gestione; lo strappo che si rischia di creare con le istituzioni,
difficilmente sarà sanabile.»
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